Michele Calderara

Michele Calderara

Capitolo 9 – Continuando la costruzione di qualcosa

Una settimana di delusioni e dimostrazioni di amicizia mi porta a riflettere sulla fiducia e su quanto spazio concedere ai giudizi altrui. Le parole di Seneca, nel De providentia, e l’immagine della nave nelle acque agitate mi aiutano a ragionare sulla costanza: mantenere una direzione non significa irrigidirsi, ma saper correggere il percorso. Tra errori da riconoscere, lavoro e progetti personali, continuo a costruire un cambiamento che richiede responsabilità, scelte e azioni concrete. Imparo a dare valore al percorso senza usarlo come alibi per rimandare i risultati. Non so ancora quale forma assumerà ciò che sto costruendo, ma ripensarne una parte non significa aver fallito: significa continuare a lavorare su di me e cercare la spinta per ripartire.

Capitolo 7 — Quando l’eccezione diventa la normalità

Partendo dal ricordo della donna sul muretto e dalla riflessione nata con l’articolo sulla quercia e il giunco, il capitolo affronta la difficoltà di vivere in un contesto cambiato senza continuare a misurarlo sulla normalità precedente. Riconoscere nuove priorità non basta: occorre tradurle nell’uso concreto del tempo, delle energie e delle risorse, senza svalutare ciò che si è amato. Il +1 consiste nel lasciare che una priorità già riconosciuta preceda la vecchia abitudine prima che l’urgenza renda la scelta inevitabile.

Perché la quercia si spezza e il giunco sopravvive?

Partendo dalla favola esopica della quercia e del giunco, l’articolo esplora il confine sottile tra solidità e rigidità, tra adattamento e rinuncia. La crisi appare come il momento in cui abitudini e convinzioni vengono messe alla prova, nella vita personale come nel lavoro, e ci obbliga a distinguere ciò che merita di essere difeso da ciò che deve poter cambiare.

Capitolo 6 – Chi scriverà il prossimo capitolo?

Per buona parte della mia vita ho seguito un percorso orientato dalle aspettative degli altri, pur avendo la possibilità di scegliere diversamente. Riconoscerlo non significa cercare colpevoli o rinnegare ciò che ho costruito, ma assumermi la responsabilità di decidere con maggiore consapevolezza. Il mio prossimo +1 consiste in questo: ascoltare gli altri senza dimenticare la mia volontà e scrivere personalmente le pagine future della mia vita.

Cosa stiamo perdendo passando all’automobile elettrica

Bambino che immagina un’auto sportiva tradizionale mentre osserva passare un’auto elettrica

L’automobile elettrica è efficiente, immediata e razionale, ma guidare non coincide sempre con il semplice andare da A a B. Partendo dall’esperienza quotidiana con una Golf GTE e dal confronto con una BMW X5 30d, l’articolo riflette su ciò che la transizione rischia di perdere: coinvolgimento, carattere e identità dei marchi. Ferrari e la Formula 1 diventano due casi limite della stessa domanda: il progresso tecnico saprà inventare emozioni nuove senza rendere le automobili oggettivamente migliori ma soggettivamente più povere?

Capitolo 5 – Il filo che non avevo visto

Scrivania con libri, appunti e computer che rappresentano studio, comprensione e miglioramento quotidiano

Il cambiamento non nasce da una soluzione totale e immediata, ma dall’incontro tra una direzione riconosciuta e azioni concrete, realistiche e ripetute. Il +1 collega la persona che voglio diventare a ciò che scelgo di fare oggi, mentre il filo che attraversa interessi e lavoro resta lo stesso: studiare, capire, semplificare e raccontare.

Golasecca, Halloween e i Celti: quanto è antico davvero il nostro passato?

Golasecca di notte con zucca di Halloween e richiami alla storia celtica del territorio

Dal flashmob di Halloween nasce un viaggio nella storia più antica di Golasecca: dalle origini del nome alla civiltà dell’Età del Ferro, dai legami con il mondo celtico al ruolo del Ticino negli scambi. Reperti, iscrizioni e tombe del Monsorino raccontano un territorio abitato e attraversato per millenni, senza però suggerire una continuità diretta tra quelle comunità e il paese moderno.

L’intelligenza artificiale non è soltanto ChatGPT: proviamo a capire cosa c’è sotto il cofano

Scrivania con computer, appunti e riferimenti ai diversi componenti di un sistema di intelligenza artificiale

Dietro la semplicità di una chat si trova un sistema composto da elementi diversi: il modello linguistico comprende e genera, il RAG recupera informazioni, MCP crea collegamenti, le Skills guidano procedure, la memoria dà continuità e gli agenti coordinano azioni. Capire come queste parti collaborano aiuta a usare l’intelligenza artificiale con maggiore consapevolezza, riconoscendone possibilità, limiti e bisogno di supervisione.

L’inefficienza di chi continua a fare tutto

Persona sommersa da attività, riunioni e decisioni mentre riflette sulla necessità di delegare

Il confine tra impegno ed efficienza è più sottile di quanto sembri: lavorare molto non significa necessariamente lavorare bene. Tra riunioni, controlli, attività operative e responsabilità che fatichiamo a lasciare agli altri, il rischio è diventare il collo di bottiglia del proprio stesso lavoro. Delegare davvero significa fidarsi, mantenere il governo senza entrare in ogni dettaglio e liberare tempo ed energie per ciò che richiede realmente il nostro contributo. Il mio +1 parte proprio da qui: imparare a fare meno in prima persona per essere più efficace come manager e recuperare spazio anche per vivere.