Non è facile raccontare chi siamo in poche righe. Forse perché, almeno per quanto mi riguarda, non ho mai pensato che una persona possa essere definita soltanto dal lavoro che fa, dalle esperienze che ha vissuto o dai risultati che ha raggiunto. Siamo anche le nostre curiosità, le passioni che coltiviamo, gli errori che commettiamo e, soprattutto, il modo in cui decidiamo di affrontare quello che ci succede.

Da molti anni lavoro nel mondo della tecnologia, della consulenza e dei progetti complessi, un ambiente che mi ha insegnato quanto sia importante comprendere i problemi prima di cercare di risolverli. Ma con il tempo ho scoperto che le domande più interessanti non riguardano necessariamente il lavoro. Riguardano le persone, i loro comportamenti, le ragioni delle loro scelte e quella straordinaria capacità che abbiamo di cambiare, anche quando siamo convinti di non poterlo più fare.

Sono curioso per natura e difficilmente riesco ad accontentarmi di una spiegazione superficiale. Mi piace approfondire, mettere in discussione ciò che considero acquisito, scoprire collegamenti tra argomenti apparentemente lontani. Posso passare dall’intelligenza artificiale alla storia di un’automobile, da un libro a una ricetta, da una riflessione sul comportamento umano a una domanda sul futuro della tecnologia. Non cerco necessariamente risposte definitive: spesso è proprio il ragionamento che mi interessa più della conclusione.

Amo le automobili che hanno una storia da raccontare, i libri capaci di sorprendermi, la buona cucina e le conversazioni che finiscono per prendere direzioni impreviste. Amo anche le cose belle, quelle che hanno carattere, che esprimono una personalità e che resistono alla tentazione di assomigliare a tutte le altre.
E poi c’è la vita, quella che non segue mai esattamente i nostri programmi. Oggi la condivido con mia moglie Barbara, con la quale ho scoperto quanto possa essere sorprendente ricominciare, costruire nuovi progetti e guardare al futuro con entusiasmo, anche quando il passato ci ha insegnato che nulla è scontato.
Questo sito nasce proprio dall’incontro tra tutte queste dimensioni. Non è un curriculum, non è un manuale e non vuole essere una raccolta di verità da insegnare a qualcuno. È uno spazio nel quale condivido ciò che scopro, ciò che sperimento e ciò su cui mi capita di riflettere, con la libertà di cambiare opinione quando trovo ragioni migliori per farlo.
C’è un’idea che attraversa buona parte di quello che scrivo: il +1, inteso come la possibilità di diventare ogni giorno, anche soltanto di poco, più consapevoli, più capaci di comprendere e, possibilmente, migliori nelle nostre scelte.
Non sempre ci riesco. Ma forse è proprio questo il bello di essere, a qualsiasi età, un Work in Progress.