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Capitolo 9 – Continuando la costruzione di qualcosa

Una settimana di delusioni e dimostrazioni di amicizia mi porta a riflettere sulla fiducia e su quanto spazio concedere ai giudizi altrui. Le parole di Seneca, nel De providentia, e l’immagine della nave nelle acque agitate mi aiutano a ragionare sulla costanza: mantenere una direzione non significa irrigidirsi, ma saper correggere il percorso. Tra errori da riconoscere, lavoro e progetti personali, continuo a costruire un cambiamento che richiede responsabilità, scelte e azioni concrete. Imparo a dare valore al percorso senza usarlo come alibi per rimandare i risultati. Non so ancora quale forma assumerà ciò che sto costruendo, ma ripensarne una parte non significa aver fallito: significa continuare a lavorare su di me e cercare la spinta per ripartire.

L’inefficienza di chi continua a fare tutto

Persona sommersa da attività, riunioni e decisioni mentre riflette sulla necessità di delegare

Il confine tra impegno ed efficienza è più sottile di quanto sembri: lavorare molto non significa necessariamente lavorare bene. Tra riunioni, controlli, attività operative e responsabilità che fatichiamo a lasciare agli altri, il rischio è diventare il collo di bottiglia del proprio stesso lavoro. Delegare davvero significa fidarsi, mantenere il governo senza entrare in ogni dettaglio e liberare tempo ed energie per ciò che richiede realmente il nostro contributo. Il mio +1 parte proprio da qui: imparare a fare meno in prima persona per essere più efficace come manager e recuperare spazio anche per vivere.